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Prendersi cura del guanciale

Guanciali bassi, alti, morbidi o sostenuti, in lana, in memory e chi più ne ha ne metta. Impieghi molto tempo per  trovare il guanciale più adatto a sostenerti durante il meritato riposo. Se ti affezioni te lo porti anche in vacanza.
Poi, una mattina, cade senza pietà il caffè (sì, perché non è mai colpa nostra, è caduto da solo!). E il guanciale? Un buon guanciale ha un certo costo: si può salvare?

Ecco una mini-guida per prenderti cura del tuo guanciale, prima e dopo i piccoli disastri della vita quotidiana.
Fin da nuovo è meglio proteggerlo. In commercio esistono dei copriguanciali per proteggere al meglio il tuo cuscino. Di solito hanno la chiusura con zip.

Fondamentale è la compattezza della stoffa con cui sono stati prodotti, per:
1.    Difendere al meglio il guanciale dalla polvere,
2.    ridurre l’annidamento degli acari (attenzione: per gli allergici esistono prodotti specifici antiacaro),
3.    proteggere da riversamenti di liquidi o da pelli troppo unte.
Normalmente i copri guanciale vengono lavati con la stessa frequenza delle federe normali, quelle del set di lenzuola. Se capita qualche pasticcio basta toglierli, lavarli in lavatrice (anche ad alte temperature), e una volta asciutti ricoprire il guanciale. Ricorda di chiudere la zip prima di lavarli per salvaguardare la chiusura.
•    Ogni giorno, i guanciali andrebbero arieggiati per sanitizzarli. Quando rifai il letto, esponi il guanciale all’aria,  o meglio ancora, al sole.
Pochi minuti = tutta salute!
•    Alcuni guanciali si possono lavare. Se non ci sono necessità particolari un lavaggio all’anno è sufficiente.
1.    Guanciali in sintetico: prima del lavaggio bisogna puntare gli angoli con ago e filo l’imbottitura, per evitare che in lavata si sposti e si appallottoli verso il centro. Evitare la centrifuga e preferire una bella giornata di sole, in modo da asciugarlo bene e in fretta.
2.    Guanciali in memory: si lavano a mano premendo delicatamente con le mani, usando un sapone neutro. Non si strizzano e vanno asciugati orizzontali appoggiati su asciugamani cambiati regolarmente per raccogliere l’acqua che scende dal guanciale. Asciugarli lontano da fonti di calore, ma in un luogo caldo per favorire l’evaporazione dell’acqua.
3.    Guanciali in lana: meglio lavare solo la fodera, ma all’occorrenza possiamo lavare tutto il guanciale a mano in acqua appena tiepida. Non va assolutamente strizzato, ma premuto leggermente con le mani per far uscire quanta più acqua possibile. E’ preferibile scegliere una bella giornata di sole per asciugarlo bene e in fretta.
4.    Guanciale in piumino : anche per questo tipo di guanciale è meglio lavare solo la fodera. Visto che al più piccolo movimento d’aria ti ritrovi con la casa invasa dal piumino, è da preferire un luogo stretto (tipo il bagno) dove poter travasare il contenuto per poter lavare la fodera. Diversamente possiamo portarlo in una lavanderia professionale, avvisandoli dell’imbottitura in piumino: sanno come trattarlo.

Prendersi cura del proprio guanciale è molto importante: ci appoggiamo il nostro naso tutti i giorni!

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